Pannello di controllo

Versamenti simulati

Simula ogni anno un nuovo investimento netto e lo ottimizza usando lo stato accumulato.

Retribuzione e investimento

anni
anni
EUR
EUR
Investimento netto · anno 1 -

Il beneficio fiscale viene reinvestito nello stesso anno economico.

Investimento lordo · anno 1 -

Quota FP personale + quota PAC.

Fondo pensione

%
%
Quota aderente anno 1 -

Minimo da versare per l'incentivo.

Quota datore anno 1 -

Contributo effettivo riconosciuto.

Quota extra anno 1 -

Versata oltre la quota minima.

Busta vs bonifico anno 1 -

Differenza se l'extra passa in busta.

Fiscalità e varie

%
Approssimazione: massimale INPS generalizzato

Il modello applica il massimale contributivo 2026 a tutti gli scenari. Nella realtà vale solo per specifiche posizioni contributive; sopra il massimale verifica il tuo caso personale.

Addizionali
%
EUR
EUR
EUR
EUR
Approssimazione: riduzione di 440 € aggregata

Oltre 200.000 € il modello riduce l’insieme delle detrazioni inserite, senza distinguere gli oneri soggetti alla riduzione dalle categorie escluse.

Rendimenti

%
%
%
€/anno
%
Tassa effettiva PAC26,00%

Da quota agevolata e ordinaria.

Netto calcolato PAC5,80%

Dopo costi %; i costi EUR sono applicati al montante.

Limite del modello: rendimenti negativi esclusi

FP e PAC usano rendimenti annui pari o superiori a 0%. La simulazione non considera perdite di mercato, riporto fiscale delle perdite FP, minusvalenze o compensazioni PAC. Un’eventuale erosione del montante può derivare soltanto dai costi inseriti.

Approssimazione: costi fissi e ottimo pluriennale

Ogni quota annuale è proiettata fino all’orizzonte residuo, ma viene scelta senza includere i versamenti futuri. I costi fissi FP e PAC potrebbero essere ammortizzati da quei versamenti: la sequenza non garantisce quindi l’ottimo globale dell’intero piano.

Sintesi risultato

Allocazione ottimale
-
TIR annuo sull’investimento netto:-

Inserisci i parametri per leggere la composizione del piano.

Allocazione nel tempo
-

Intervalli consigliati per anno

Perché questa è l'allocazione ottimale

Inserisci i parametri per leggere la sintesi della simulazione.

Stesso esborso personale

Confronta strategie

Ogni scenario usa lo stesso budget annuo a tuo carico. Se un importo tutto FP non esiste a causa di un salto fiscale, la differenza resta liquidità a rendimento zero.

Il confronto isola l’effetto dell’allocazione; non misura rischio, volatilità, liquidabilità o garanzie dei singoli strumenti.

Prova una quota FP nell’anno selezionato

Il PAC viene ricavato dal budget. Il valore finale usa il patrimonio già accumulato e non presume altri versamenti futuri.

Anno -

Esplora il dettaglio annuale

Calcoli esplorabili per anno

Verifica del risultato

Scegli un anno e ricostruisci il calcolo dal reddito fino al valore netto. Ogni passaggio mostra subito il risultato principale; aprilo per vedere formula e componenti.

Valore netto a fine anno -

Quanto avresti se liquidassi la strategia alla fine dell'anno.

Scelta -

Allocazione della strategia per l'anno.

Quota FP -

Quota destinata al fondo pensione.

Quota PAC -

Residuo investito nel PAC ETF.

RAL usata-

Retribuzione annua lorda ordinaria.

Imponibili accessori-

Premi e altri redditi inclusi nella fiscalità.

Investimento netto indicato-

Quanto vuoi che la strategia costi realmente nell’anno.

Rendimenti netti-

FP e PAC dopo costi e imposte.

Questa esplorazione non include anni di rendimento negativo

Non sono modellati riporto fiscale delle perdite FP, minusvalenze o compensazioni PAC; le sole erosioni visibili dipendono dai costi.

Soglie fiscali dell’anno Cosa cambia prima e dopo il versamento FP

Le soglie IRPEF usano tutto il contributo deducibile. Detrazioni e bonus si spostano invece soltanto con la quota versata in busta.

Percorso di calcolo

Dal reddito all’exit netta

Apri un passaggio per vedere la formula e riconciliare ogni valore.

1 · Reddito e previdenzaCome nasce l'imponibile IRPEF -

Prima si sommano i redditi considerati; poi si sottraggono i contributi INPS a carico del lavoratore.

-
Reddito fiscaleRetribuzione + premi + altri redditi
-
Contributi INPSDedotti prima dell'IRPEF
-
2 · Imposta e agevolazioniDal reddito imponibile al costo fiscale -

Le detrazioni riducono l’IRPEF lorda; le addizionali si aggiungono dopo, mentre le somme erogate riducono il costo fiscale finale.

-
IRPEF lordaCalcolo per scaglioni effettivamente attraversati
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IRPEF lorda da lavoroCalcolo sulla sola base da lavoro
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AddizionaliCalcolo regionale e comunale
-
Aliquota marginaleScaglione dell’ultimo euro imponibile
-
Detrazione lavoroFormula Art. 13 TUIR applicata
-
Detrazioni ordinarieImporto inserito e riduzioni applicate
-
Detrazioni rilevantiImporto inserito e riduzioni applicate
-
Imposta nettaIRPEF netta + addizionali dovute
-
Trattamento integrativoSoglia e verifica di capienza applicate
-
Beneficio cuneo effettivoFormula della fascia applicata
-
Agevolazioni riconosciuteSomma delle componenti riconosciute
-
3 · Limite FPQuanto può essere dedotto -

Il contributo del datore occupa una parte del limite. L'eventuale extra volontario viene assegnato al PAC o al FP non dedotto in base al valore netto finale stimato.

-
Limite ordinarioArt. 8 D.Lgs. 252/2005
-
Datore dentro il limiteRiduce lo spazio disponibile per il tuo versamento
-
Massimo disponibile per teLimite ordinario − contributo datore
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Usato complessivamenteTuo versamento FP + datore
-
Spazio ancora liberoParte del limite non utilizzata
-
Extra volontario → PAC o FP non dedottoL'eccedenza va allo strumento più efficiente; nel FP resta come quota non dedotta
-
4 · AllocazionePerché FP, PAC o entrambi -

Mostra quanto esce di tasca, quanto viene investito e come il beneficio fiscale finanzia la differenza; poi divide l'investimento tra FP e PAC.

-
Vincolata alla minimaServe ad agganciare il contributo datore
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Libera oltre la minimaContesa tra FP e PAC dall'ottimizzatore
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Investimento nettoQuanto esce realmente di tasca
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Investimento lordoQuota FP personale + quota PAC
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Beneficio fiscaleInvestimento lordo − investimento netto
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Quota datoreIncentivo riconosciuto nell'anno
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Totale messo al lavoroInvestimento lordo + contributo datore
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Quota FP deducibileParte personale che produce il beneficio fiscale
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Quota FP non deducibileEventuale minimo per il datore o extra conveniente rispetto al PAC
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Deduzione usataParte personale deducibile + datore deducibile
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Orizzonte residuoAnni di crescita considerati per questa scelta
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5 · Modalità di versamentoBusta paga o bonifico -

Mostra quanta quota passa in busta e quanta via bonifico.

-
In busta pagaIncide anche su detrazioni e bonus
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Via bonificoRiduce l'IRPEF, ma non modifica la busta
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Beneficio con minimo in bustaQuota minima in busta, extra via bonifico
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Beneficio con tutto in bustaIntero versamento FP trattenuto in busta
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DifferenzaPositivo: conviene mettere l'extra in busta
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6 · Confronto fiscaleSenza FP e con FP -

Il beneficio è la differenza finale dopo IRPEF, addizionali, detrazioni e bonus. Un costo fiscale negativo significa che i bonus superano l'imposta netta.

-
Imponibile IRPEFSenza FP → con FP
-
IRPEF + addizionaliSenza FP → con FP
-
Detrazione lavoroSenza FP → con FP
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Trattamento integrativoEx Bonus Renzi: senza FP → con FP
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Beneficio cuneo effettivoSomma esente o detrazione utilizzata: senza FP → con FP
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Agevolazioni riconosciuteTrattamento integrativo + cuneo: senza FP → con FP
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Costo fiscale finaleImposta netta − bonus
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Aliquota effettivaBeneficio ÷ quota FP personale
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7 · Crescita e uscitaCome si ottiene il valore netto -

L’exit netta è data dai montanti maturati meno le imposte di uscita. Il beneficio fiscale è già stato reinvestito e non viene sommato di nuovo.

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Montante FP lordoVersamenti + rendimenti maturati
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Contributi FP dedotti cumulatiBase soggetta alla tassazione finale
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Contributi FP non dedotti cumulatiEsclusi dalla tassazione finale assumendo la comunicazione al fondo
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Montante PAC lordoVersamenti + rendimenti prima dell'imposta finale
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Liquidità accumulataResidui non investiti, a rendimento zero
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Rendimento maturato nell'annoFP + PAC sui montanti iniziali
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Costi annui EURUna volta per ogni strumento attivo
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Tassazione uscita FPSui contributi dedotti
-
Tassazione uscita PACSolo sul capital gain, se il rendimento è lordo
-
Beneficio fiscale già utilizzatoFinanzia il confronto sul costo netto e non viene sommato due volte
-

Andamento nel tempo

1. Il problema: confrontare FP e PAC sulla stessa base

Ogni anno puoi destinare una parte del tuo denaro al futuro. Il confronto non è semplicemente tra due rendimenti: fondo pensione e PAC ricevono, costano e restituiscono il denaro in modi diversi.

Fondo pensione (FP)

  • può ricevere il contributo del datore;
  • i contributi entro il limite previsto riducono il reddito imponibile;
  • ha costi, tassazione dei rendimenti e tassazione finale propri;
  • è meno liquido e segue le regole della previdenza complementare.

PAC in ETF

  • non dà deduzione né contributo datoriale;
  • quanto spendi coincide normalmente con quanto investi;
  • può avere rendimento e rischio differenti dal comparto FP;
  • rimane generalmente più liquido e flessibile.

Il FP parte quindi con vantaggi immediati; il PAC può recuperarli grazie al rendimento composto e alla diversa fiscalità. Quanto conta ciascun vantaggio dipende soprattutto da reddito, contributo datoriale, costi, rendimenti ipotizzati e anni mancanti all’uscita.

La domanda del calcolatore

Dato un importo annuo e un orizzonte temporale, quanto conviene destinare al FP e quanto al PAC per ottenere il valore netto finale più alto, mantenendo confrontabili i soldi che escono realmente di tasca?

Perché la risposta può cambiare nel tempo

Il versamento del primo anno rimane investito molto più a lungo del versamento dell’ultimo anno. Per questo il calcolatore non impone una scelta unica per tutta la durata: valuta separatamente la convenienza del versamento di ciascun anno usando il suo orizzonte residuo.

Versamento annuale o solo anno 1

Ogni anno simula una sequenza di ricalcoli: nell’anno corrente usa il patrimonio già costruito e il nuovo investimento netto, sceglie la ripartizione migliore senza farla dipendere da versamenti futuri non ancora effettuati, aggiorna i montanti e ripete il calcolo l’anno successivo. Gli importi futuri servono a costruire le righe successive della simulazione, non a rendere conveniente oggi una scelta che funzionerebbe soltanto grazie a denaro futuro.

Solo anno 1 ottimizza invece il versamento iniziale e segue soltanto quel capitale fino alla fine, senza aggiungere altri versamenti. È la vista più diretta della decisione presa oggi; la modalità annuale mostra cosa accadrebbe ripetendo lo stesso metodo di decisione nel tempo.

Ambito della simulazione

Il modello è pensato per un lavoratore dipendente soggetto all’IRPEF ordinaria. Confronta contribuzione personale volontaria, eventuale contributo del datore e PAC. Non simula il TFR, la pensione pubblica o la scelta se aderire a un fondo pensione.

Il risultato è una simulazione economica dell’allocazione, non una previsione dei mercati e non una raccomandazione finanziaria. Liquidità, tolleranza al rischio e condizioni personali restano decisioni dell’utente.

2. Il metodo: come ragiona il calcolatore

La filosofia è semplice: confrontare tutte le ripartizioni del nuovo versamento con lo stesso metro. Il metro è il valore netto all’orizzonte scelto, dopo contributo datoriale, beneficio fiscale reinvestito, crescita, costi e imposte finali.

  1. Fotografa lo stato disponibile. Usa montanti già accumulati, reddito, investimento netto, basi contributive e anzianità FP dell’anno.
  2. Calcola la fiscalità senza il nuovo FP. Determina INPS, imponibile IRPEF, imposta, detrazioni, bonus e costo fiscale di partenza.
  3. Prova la quota FP nel tratto fiscalmente variabile. Verifica ogni euro, tutte le soglie esatte e gli estremi dei tratti in cui il beneficio non cambia.
  4. Ricava automaticamente il PAC. È il residuo che rende uguale il costo netto del candidato all’importo indicato dall’utente.
  5. Proietta il piano fino all’orizzonte. Applica rendimenti, costi fissi e percentuali, possibili erosioni del montante e imposte finali.
  6. Sceglie il candidato con il valore netto maggiore. Può risultare tutto FP, tutto PAC oppure qualsiasi divisione sulla griglia di 1 €.
  7. Aggiorna lo stato. In modalità Ogni anno la scelta diventa patrimonio già esistente per il ricalcolo successivo.

Una sola variabile: la quota FP personale totale

Il modello prova la quota FP personale totale a incrementi di 1 € finché deduzioni, bonus e soglie possono cambiare, aggiungendo anche i confini esatti che possono cadere tra due euro, come la quota minima necessaria al datore e il limite deducibile. Oltre queste soglie il beneficio è costante e, nel modello corrente, il valore varia linearmente con la ripartizione: vengono quindi confrontati gli estremi esatti senza enumerare inutilmente budget molto grandi. Scelta la quota FP, il PAC non è una seconda variabile da indovinare: è determinato dall’identità di costo.

Beneficio fiscale = fiscalità senza FP − fiscalità con il candidato FP
Investimento lordo disponibile = investimento netto + beneficio fiscale
Quota PAC = investimento lordo disponibile − quota FP personale
Discontinuità complete, code analitiche

“Tutto PAC” è il candidato con quota FP pari a zero e non serve mostrarlo come strategia separata. La scansione completa il tratto in cui la fiscalità può cambiare e comprende FP deducibile, FP non dedotto e PAC contemporaneamente; nelle code a beneficio costante confronta gli estremi matematicamente sufficienti. Un residuo inferiore a 1 € viene assorbito nel FP come approssimazione tecnica, così non apre un PAC soltanto per effetto dell’arrotondamento.

Il beneficio fiscale non è “quota FP × aliquota”

Una deduzione riduce il reddito imponibile; una detrazione riduce invece l’imposta lorda e può essere inutilizzabile se manca capienza. Il beneficio FP viene ottenuto rifacendo l’intero calcolo prima e dopo ogni candidato, non applicando una sola aliquota marginale.

Costo fiscale senza FP
− Costo fiscale con FP
= Beneficio fiscale effettivo

Per questo due quote FP distanti 1 € possono produrre benefici che non differiscono semplicemente dell’aliquota IRPEF: possono cambiare detrazione da lavoro, trattamento integrativo, somma o detrazione cuneo, addizionali dovute o riduzione delle detrazioni per redditi elevati.

Dove nascono salti e cambi di convenienza

La funzione non è una retta
  • Scaglioni IRPEF: attraversare un confine cambia il beneficio dell’euro successivo.
  • Detrazioni e capienza: se altre detrazioni hanno già azzerato l’IRPEF, una nuova deduzione può non produrre il beneficio atteso.
  • Trattamento integrativo e misure sul cuneo: soglie, capienza e décalage possono aumentare, ridurre o annullare il vantaggio marginale del FP.
  • Addizionali: nel modello sono dovute solo quando resta IRPEF netta positiva; l’azzeramento dell’imposta può quindi creare un cambio netto.
  • Contributo datore: raggiungere la quota minima può aggiungere capitale in un solo passaggio.
  • Limite deducibile: oltre il plafond gli euro FP successivi non generano nuovo beneficio, ma restano valutabili come contributi non dedotti.

La ricerca non interpola attraverso le discontinuità: nel tratto fiscalmente variabile ricalcola ogni euro e confronta direttamente il valore finale, aggiungendo le soglie esatte. Quando beneficio fiscale e contributo datoriale sono ormai costanti, il valore è affine nella ripartizione FP/PAC e basta confrontare gli estremi del tratto. Lo scarto nel tratto a griglia resta inferiore all’euro.

Cosa significa “ottimale”

Significa migliore per il nuovo versamento dell’anno, tra i candidati simulati e secondo le ipotesi inserite. In modalità Ogni anno il risultato finale è la sequenza di questi ricalcoli: non è un ottimo globale che decide oggi tutte le allocazioni dei prossimi decenni. Il modello non assegna inoltre un valore personale a rischio, volatilità, liquidità, garanzie o preferenza per una rendita.

3. Il calcolo annuale, dall’inizio alla fine

Ogni candidato FP segue il percorso seguente. L’esploratore nella pagina Calcola espone gli stessi passaggi per l’allocazione scelta, così il beneficio fiscale e l’exit possono essere ricostruiti senza affidarsi a una percentuale nascosta.

A. Costruzione dell’imponibile

RAL, premi e straordinari formano il reddito di lavoro su cui il modello calcola i contributi INPS. Gli altri redditi imponibili entrano invece nell’IRPEF senza aumentare la base contributiva previdenziale.

Reddito di lavoro = RAL + premi imponibili
Contributi INPS = funzione del solo reddito di lavoro
Imponibile IRPEF = reddito di lavoro − contributi INPS + altri redditi

L’aliquota INPS è modificabile perché dipende dalla posizione del lavoratore. Massimale contributivo e soglia IVS aggiuntiva sono applicati separatamente: sopra una soglia il comportamento può quindi cambiare.

B. Fotografia fiscale senza il nuovo FP

Il modello applica gli scaglioni IRPEF all’imponibile, calcola la detrazione da lavoro e sottrae sia le detrazioni ordinarie sia quelle rilevanti per il trattamento integrativo. Entrambe riducono l’IRPEF entro la capienza; soltanto il secondo gruppo entra anche nella verifica speciale tra 15.000 € e 28.000 €.

IRPEF netta = max(IRPEF lorda − detrazioni utilizzabili − detrazione cuneo, 0)
Addizionali dovute = regionale + comunale ricalcolate sull’imponibile, se IRPEF netta > 0
Costo fiscale = IRPEF netta + addizionali − trattamento integrativo − somma cuneo

Con “Da località” il modello ricalcola per ogni quota FP gli scaglioni e le esenzioni ordinarie presenti nel dataset. L’inserimento manuale usa invece la percentuale indicata come un’unica aliquota piatta, sempre sul nuovo imponibile.

Il trattamento integrativo usa due imposte lorde distinte: fino a 15.000 € verifica la capienza prodotta dai soli redditi da lavoro ammessi; tra 15.000 € e 28.000 € confronta invece le detrazioni rilevanti con l’IRPEF lorda complessiva. Gli altri redditi incidono sulla soglia complessiva, ma non possono creare da soli la capienza da lavoro richiesta nella prima fascia.

Il cuneo segue due percorsi distinti: fino a 20.000 € è una somma esente, riconoscibile anche senza capienza; tra 20.000 € e 40.000 € è invece una detrazione dall’IRPEF lorda, utilizzabile solo fino all’imposta disponibile. Le addizionali vengono determinate dopo questa detrazione.

L’aliquota marginale descrive soltanto l’ultimo euro nello scaglione IRPEF. Non include detrazioni, capienza, bonus o soglie e non coincide necessariamente con il beneficio marginale del FP.

C. Deduzione, detrazioni e capienza: tre concetti diversi

  • Deduzione FP: sottrae la quota ammessa dal reddito imponibile prima di calcolare l’IRPEF.
  • Detrazione: sottrae un importo dall’IRPEF lorda dopo il calcolo per scaglioni.
  • Capienza: è l’imposta disponibile da abbattere; se è già zero, altre detrazioni non producono rimborso nel modello.
  • Sostegni al reddito: trattamento integrativo, somma cuneo e detrazione cuneo seguono soglie e regole di capienza differenti.

Le altre detrazioni sono separate in due controlli autonomi: quelle ordinarie riducono soltanto l’IRPEF; quelle rilevanti riducono l’IRPEF e concorrono al trattamento integrativo tra 15.000 € e 28.000 €. Gli importi non vanno duplicati tra i due campi. Se il totale è elevato, può lasciare poca o nessuna capienza e ridurre il beneficio reale della deduzione FP.

D. Quota minima, datore e spazio deducibile

Il limite ordinario comprende contributo personale e datoriale; il TFR è escluso. Per ogni quota FP candidata il datore viene aggiunto soltanto se la quota minima aderente è raggiunta.

Limite annuo
− contributo del datore
= spazio massimo disponibile per il contributo personale deducibile

Il raggiungimento del minimo può provocare un salto perché aggiunge in blocco il contributo datoriale. Se il minimo supera lo spazio residuo di deduzione, viene comunque valutato: la parte eccedente non genera beneficio fiscale ma può essere necessaria per ottenere il datore. Ulteriori euro FP oltre il plafond sono registrati come non dedotti e competono normalmente con il PAC.

La quota non dedotta viene conservata separatamente e non è tassata di nuovo all’uscita. Il modello assume che sia stata comunicata alla forma pensionistica nei termini previsti; in mancanza della comunicazione il trattamento reale può essere diverso.

La percentuale minima aderente e quella datoriale possono essere applicate alla RAL oppure a un’altra base indicata dal fondo o dal CCNL. Questa base serve soltanto a calcolare le quote: non aggiunge reddito e non simula il TFR.

E. Ricalcolo con il candidato FP

La parte deducibile riduce l’imponibile IRPEF sia tramite busta sia tramite bonifico. Nel modello, però, soltanto la quota in busta riduce anche il reddito usato per detrazione da lavoro, trattamento integrativo, misure sul cuneo e soglia delle detrazioni per redditi elevati. Per questo i due canali possono produrre benefici diversi.

La modalità automatica confronta la quota minima in busta con tutto il contributo fiscalmente rilevante in busta. Non cerca ogni possibile divisione intermedia tra busta e bonifico.

Beneficio del candidato
= costo fiscale senza FP
− costo fiscale ricalcolato con il candidato FP
Un salto non lascia il budget senza soluzione

Se una soglia fa aumentare o diminuire bruscamente il beneficio, cambia anche l’investimento lordo disponibile. Il PAC viene ricalcolato come residuo per quello specifico candidato: FP personale + PAC − beneficio = investimento netto. Non è necessario che esista una quota “tutto FP” corrispondente a ogni investimento netto.

F. Crescita e costi

I versamenti sono trattati con capitalizzazione posticipata: entrano alla fine dell’anno e iniziano a maturare rendimento dall’anno successivo. I montanti già presenti maturano invece il rendimento dell’anno corrente.

Con rendimento netto, la percentuale inserita è usata direttamente e il calcolatore non sottrae nuovamente costi o imposte. Con rendimento lordo:

  • i costi percentuali riducono ogni anno il rendimento del montante;
  • il costo fisso viene sottratto una sola volta per strumento e per anno attivo, non una volta per versamento;
  • se rendimento e costi erodono completamente un montante, questo viene fermato a zero e non diventa negativo;
  • il FP tassa annualmente soltanto il risultato positivo dopo i costi;
  • il PAC rinvia la tassazione all’uscita.

G. Perdite e basi fiscali

Nel PAC lordo la plusvalenza viene calcolata sul conto aggregato:

Plusvalenza PAC = max(montante PAC − capitale versato PAC, 0)

Se il montante è sotto il capitale versato, non viene applicata imposta finale. Il modello non genera però un credito fiscale da usare contro altri strumenti o redditi.

Nel FP le quote non dedotte vengono prima escluse dalla base tassabile. I contributi dedotti sono tassati all’aliquota di uscita soltanto nei limiti di quanto il montante può effettivamente restituire dopo le quote non dedotte. Costi o perdite non possono quindi produrre un’exit negativa.

Eventuali risultati negativi annuali del FP dovuti ai costi non producono nel modello un credito fiscale riportabile per compensare risultati positivi successivi. È una semplificazione prudenziale che rileva soprattutto per montanti molto piccoli e costi fissi elevati.

H. Exit netta e scelta

Alla fine di ogni anno viene calcolato quanto rimarrebbe liquidando economicamente la strategia in quel momento.

Montante FP + montante PAC
− imposta di uscita FP
− imposta sulla plusvalenza PAC, quando applicabile
= exit netta

Per scegliere la quota dell’anno, ogni candidato viene proiettato fino all’orizzonte finale usando lo stato già accumulato ma senza nuovi versamenti futuri. Vince quello con l’exit finale maggiore. Il beneficio fiscale non viene sommato nuovamente alla exit: ha già finanziato una parte dell’investimento lordo.

4. Investimento netto e investimento lordo

L’importo inserito è sempre l’investimento netto annuo: il sacrificio economico che vuoi sostenere realmente. Il beneficio fiscale generato dalla quota FP viene reinvestito nello stesso anno economico e aumenta l’investimento personale lordo.

Le tre grandezze da non confondere
Investimento netto = quota FP personale + quota PAC − beneficio fiscale
Investimento lordo = quota FP personale + quota PAC
Investimento lordo = investimento netto + beneficio fiscale
Investimento lordo + contributo datore = totale messo al lavoro

Il contributo datoriale non fa parte dell’investimento lordo personale: è capitale aggiuntivo che entra nel FP.

Esempio

Se inserisci 4.100 € netti e l’allocazione scelta genera 900 € di beneficio fiscale, il calcolatore può investire 5.000 € lordi: per esempio 3.000 € nel FP e 2.000 € nel PAC. L’eventuale contributo del datore si aggiunge separatamente e porta il totale messo al lavoro oltre 5.000 €.

Il beneficio può finanziare altro FP

I 900 € dell’esempio non vengono destinati automaticamente al PAC. Il calcolatore prova direttamente quote FP personali più alte: se una parte del beneficio viene versata nel FP e genera a sua volta ulteriore beneficio, il candidato contiene già questo effetto. La parte che non va nel FP diventa PAC attraverso la relazione di budget. Non esiste quindi un reinvestimento separato deciso dopo l’ottimizzazione.

“Nello stesso anno” è una convenzione economica

Il modello attribuisce il beneficio allo stesso anno dell’investimento. Nella realtà il momento in cui lo percepisci dipende da busta paga, conguaglio e dichiarazione dei redditi. La simulazione rappresenta l’equivalenza economica annuale, non la data bancaria del rimborso.

5. Come leggere i risultati

Sequenza dei ricalcoli annuali

È l’exit netta della sequenza scelta anno per anno. La barra temporale mostra quando il modello preferisce FP, PAC o una divisione. Una transizione verso il FP negli ultimi anni indica spesso che il PAC ha meno tempo per recuperare il vantaggio iniziale di deduzione e contributo datoriale. La sequenza non è un piano globale fissato oggi: ogni riga è la migliore decisione annuale dato lo stato raggiunto fino a quel momento.

Exit netta e TIR non dicono la stessa cosa

  • Exit netta: capitale finale stimato dopo imposte.
  • TIR annuo sull’investimento netto: rendimento annualizzato dei flussi reali dell’utente; usa gli investimenti netti come uscite e l’exit netta finale come entrata.

Il contributo datoriale aumenta l’exit ma non viene trattato come denaro uscito dalla tua tasca. Il beneficio fiscale è già incorporato nell’investimento lordo e non viene contato due volte. Anche il TIR usa la convenzione posticipata: flussi annuali a fine anno.

Tabella e grafico

La tabella mostra l’evoluzione della strategia simulata: investimento netto, investimento lordo derivato, ripartizione FP/PAC, beneficio, datore ed exit netta. Il grafico mostra la crescita dell’exit della sequenza annuale; non rappresenta la volatilità reale dei mercati, perché i rendimenti ipotizzati sono costanti.

Calcoli esplorabili per anno

È la prova numerica del risultato. Scegli un anno e segui i nuclei nell’ordine: reddito e INPS, imposta e agevolazioni, limite FP, allocazione, busta/bonifico, confronto fiscale, crescita ed exit. Le formule riassuntive e le righe di dettaglio devono permettere di ricostruire i valori mostrati.

Come verificare uno scenario
  1. confronta investimento netto e investimento lordo;
  2. verifica che quota FP personale + quota PAC − beneficio fiscale coincidano con l’investimento netto;
  3. verifica il contributo datoriale e il limite deducibile;
  4. confronta il costo fiscale senza e con FP;
  5. riconcilia montanti, imposte di uscita ed exit netta.

6. Assunzioni, semplificazioni e fonti

Una simulazione è utile soltanto se è chiaro cosa rappresenta e cosa lascia fuori. Le regole fiscali configurate si riferiscono al 2026; non sono una previsione delle norme future.

Perimetro personale

  • Il modello è costruito per lavoro dipendente soggetto a IRPEF ordinaria; non copre autonomi, partite IVA, regimi sostitutivi o tutte le situazioni familiari.
  • Premi, straordinari e bonus vanno inseriti solo se soggetti a IRPEF ordinaria; premi di risultato e altre somme con imposta sostitutiva sono fuori perimetro.
  • Si applica il limite FP ordinario di 5.300 € dal 2026. Non è modellata la maggiore deducibilità riconosciuta, a determinate condizioni, ai lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007.
  • Il TFR non è incluso. “Retribuzione utile TFR” può essere usata soltanto come base per le percentuali del fondo.
  • Non sono simulati pensione pubblica, montante FP iniziale, capitale PAC iniziale o patrimonio esterno.
  • La simulazione parte da zero: per usare il calcolatore come ricalcolo reale dopo alcuni anni servirebbero montanti e basi fiscali già esistenti, che oggi non sono input.
  • Le altre detrazioni restano importi sintetici distinti per effetto fiscale: non ricostruiscono tutte le condizioni personali di ogni singola agevolazione.

Tempo e potere d’acquisto

  • Il calcolo è annuale e usa capitalizzazione posticipata: i nuovi versamenti entrano a fine anno e rendono dall’anno successivo.
  • Il beneficio fiscale è attribuito economicamente allo stesso anno; la data reale di accredito o conguaglio non è simulata.
  • I risultati sono in euro nominali: l’inflazione non viene sottratta separatamente.
  • Le regole fiscali dell’anno di riferimento vengono mantenute per tutta la proiezione, salvo le variazioni esplicitamente modellate.

Rendimenti, rischio e costi

  • I rendimenti sono ipotesi costanti: non vengono simulate volatilità, crisi, ordine dei rendimenti o probabilità.
  • Scelta esplicita di perimetro: l’interfaccia accetta soltanto rendimenti annui pari o superiori a 0% per FP e PAC. Non simula perdite di mercato; le erosioni rappresentate possono derivare soltanto dai costi rispetto al capitale versato.
  • In modalità Netto, rendimento, costi e fiscalità devono essere già coerenti nella percentuale inserita.
  • In modalità Lordo, il modello applica costi percentuali e annui in euro e la fiscalità configurata.
  • I costi fissi sono condivisi dal montante dello strumento: vengono applicati una volta per anno attivo, non a ogni singolo versamento.
  • L’ottimo massimizza il valore economico finale; non misura rischio, liquidità, garanzie, qualità del fondo o adeguatezza dell’ETF.

Ottimizzazione annuale

  • La quota FP personale totale è cercata a incrementi di 1 € nel tratto fiscalmente variabile, oltre alle soglie esatte rilevanti; nei tratti successivi a beneficio costante vengono confrontati gli estremi. Il residuo tecnico è inferiore all’euro.
  • Ogni nuovo versamento viene valutato usando lo stato già accumulato e assumendo nessun ulteriore versamento futuro; la modalità Ogni anno ripete questa regola sullo stato aggiornato.
  • La sequenza pluriennale non è una dimostrazione di ottimo globale con perfetta conoscenza di tutti i flussi futuri.
  • Approssimazione sui costi fissi: nel perimetro attuale, la possibile differenza rispetto all’ottimo globale riguarda soprattutto i costi annui in euro di FP e PAC. La decisione corrente non anticipa che i versamenti futuri potrebbero ammortizzarli sullo stesso conto; rendimenti e costi percentuali restano invece proporzionali.
  • La modalità automatica busta/bonifico confronta le due alternative previste dal modello, non tutte le ripartizioni intermedie.

Fiscalità e uscita

  • Addizionali locali, detrazioni e sostegni al reddito sono stime; casi particolari possono produrre risultati diversi.
  • Incapienza, soglie e décalage sono ricalcolati per ciascun candidato e possono rendere il beneficio molto diverso dall’aliquota marginale.
  • L’aliquota INPS predefinita è modificabile e non può rappresentare ogni categoria di lavoratore.
  • Approssimazione INPS: il massimale contributivo 2026 è applicato a tutti gli scenari, anche se nella realtà riguarda specifiche posizioni contributive, come gli iscritti successivamente al 31 dicembre 1995 e chi opta per il sistema contributivo.
  • Approssimazione redditi elevati: oltre 200.000 € il modello sottrae 440 € dalle detrazioni aggregate inserite, senza distinguere gli oneri interessati dalla riduzione e le categorie escluse.
  • L’exit FP è un equivalente economico netto per il confronto: non riproduce integralmente vincoli tra capitale, rendita, anticipazioni e modalità concrete di erogazione.
  • Gli eventuali contributi non dedotti sono esclusi dalla base imponibile finale assumendo che siano stati correttamente comunicati al fondo pensione.
  • Di conseguenza non vengono modellati il riporto fiscale delle perdite FP, le minusvalenze PAC o le relative compensazioni. Il modello si limita a non tassare risultati e plusvalenze non positivi eventualmente prodotti dall’erosione dei costi.
  • La modalità “riscatto anticipato” applica l’aliquota configurata a un’uscita totale semplificata; non simula tutte le causali previste dalla normativa.

Fonti normative per nucleo di calcolo

Per ogni regola sono indicati valore usato, fonte e decorrenza. Le fonti sono ordinate nello stesso percorso del calcolo annuale.

Registro delle decisioni di calcolo

Ogni nucleo del modello ha un identificativo stabile, una formula, la decisione presa, il motivo, le fonti collegate e le eventuali approssimazioni. Il registro è versionato e viene richiamato anche dalla traccia tecnica dei risultati.

Rendimenti e strumenti

Per i fondi pensione puoi usare i rendimenti e i costi pubblicati da COVIP e dalla documentazione del singolo fondo. Per il PAC devi costruire un’ipotesi coerente con indice, composizione, costi e fiscalità dello strumento scelto. I dati storici non sono rendimenti futuri garantiti e il sito non propone specifici ETF come raccomandazione.